Cannabis: dopo 59 anni, l’ONU elimina la marijuana dalla Tabella delle sostanze più pericolose

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La marijuana è stata per moltissimo tempo considerata come un “nemico pubblico”, da sconfiggere con norme e divieti di ogni tipo. Nel corso dell’evoluzione storica, dopo lunghissime lotte e proteste mirate a far crollare questo sistema del terrore che ruotava intorno alla cannabis, in diversi paesi del mondo si è scelto di avere un’apertura nei confronti di questa pianta dalle molteplici proprietà, iniziando a produrre della ricerca in campo medico, nella speranza di estrapolare tutte le capacità curative che questa possedeva. 

Le risposte sperate sono arrivate, forti e chiare: la marijuana ha proprietà curative e da non sottovalutare. 

Grazie, infatti, alle terapie a base di cannabis terapeutica si è iniziato a combattere contro artrite, epilessia, depressione e molto altro, portando nel campo medico modificazioni così rilevanti da far adottare in diversi stati la decisione di legalizzarne il consumo per tali scopi. Nonostante tutto questo, la cannabis veniva considerata ancora una droga pesante.

Essa, infatti, era indicata all’interno della Tabella IV (quella, per intenderci, in cui è enucleata anche l’eroina) della Convenzione Unica sugli Stupefacenti del 1961. Tale trattato internazionale, abrogando la precedente Convenzione di Parigi del 1931, aveva incluso una serie di sostanze (prevalentemente oppioidi sintetici), prodotte e rese fruibili appunto tra il 1931 ed il 1961, e aveva annoverato la marijuana proprio tra le sostanze più pericolose. 

Ciò, fino a poche settimane fa, quando una pronuncia dell’Onu ha smosso le fondamenta del sistema “anti-droga”. 

Lo scorso 5 dicembre la commissione per gli stupefacenti dell’assemblea delle Nazioni Unite ha, infatti, declassificato la marijuana eliminandola dall’elenco dei narcotici, dopo 59 anni di stigmi e inibizioni rispetto al suo utilizzo. Con un voto di 27 Paesi a favore, 25 contro e 1 astenuto, la Commissione narcotici ha accettato di attuare un riconoscimento degli effetti terapeutici della cannabis, facendola rientrare in un elenco di suoi pari, ed eliminando l’errato collegamento che era stato effettuato tra questa e droghe molto più pesanti, in grado di uccidere fin dalla prima assunzione. È da sottolineare, peraltro, che la stessa OMS si era pronunciata sulla questione lo scorso 24 Gennaio 2019, chiedendo appunto l’eliminazione della cannabis dalla citata Tabella IV. 

Naturalmente, la nuova definizione data alla cannabis da parte dell’Onu non porterà a delle modificazioni immediate né in campo medico né, purtroppo, in quello legale, ma ci si augura che da questa possano prendere le mosse tutti gli stati, al fine di perseguire una completa legalizzazione; la quale, come ormai sta diventando sempre più noto, porterebbe grandi vantaggi sotto molteplici punti di vista.

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