Gli anni peggiori della storia: il 2020 e … molto altro

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Il 2020 si è concluso non senza drastiche conseguenze, derivanti da una pandemia ancora in corso e dalle questioni che ha lasciato irrisolte. 

Ripercorrendo gli eventi che hanno segnato lo scorso anno, sicuramente ricordiamo: gli incendi in Australia, in cui hanno trovato la morte più di 500 milioni di animali; lo scontro missilistico Iran–Iraq; il Dow Jones che registra, in un solo giorno, il suo più grande tracollo nella storia; la diffusione pandemica del Covid-19; l’assassinio di George Floyd a Minneapolis; le esplosioni a Beirut; e molto altro. 

La tragicità di questi eventi ha indotto l’opinione pubblica a ritenere il 2020 uno degli anni peggiori della storia, ma non il peggiore.

A quale anno spetterà, dunque, la medaglia d’oro per la drammaticità delle conseguenze che porta con sé? 

Tra i candidati vi è senza dubbio il 536 D.C., anno in cui una misteriosa nebbia di polveri oscurò il cielo di Europa, Medio Oriente e parte dell’Asia per ben 18 mesi, causando netto un cambiamento climatico: le temperature scesero di 1,5-2,5°, dando avvio alla decade più fredda negli ultimi 2300 anni, e portando alla perdita dei raccolti, per via della quale si patì la fame. A spiegarlo è il medievalista dell’università di Harvard, Michael McCormick, sul sito della rivista Science

Da quel momento, si diede avvio ad una serie di sfortunati eventi, come la peste bubbonica del 541 D.C., che uccise un terzo della popolazione dell’Impero Romano d’Oriente, e le due eruzioni vulcaniche tra il 540 e il 547, che costrinsero l’Europa ad un periodo di stagnazione economica fino al 640 D.C. 

Non è da meno il 1347, che ha regalato all’Europa, all’Islanda e alla Russia la peste nera, fatale nel 50% dei casi, causando la morte di almeno 20 milioni di persone in soli 18 mesi. La causa di una così elevata diffusione è da rinvenire nella scarsa igiene del tempo, nelle guerre e nei roditori, che ne hanno accelerato il processo. 

Nel 1520, in Messico, scoppiò l’epidemia del vaiolo, una malattia acuta e contagiosa, di natura virale, che nel giro di 13 secoli ha ucciso più di un miliardo di persone, per lo più bambini di tenera età, oggi eradicata. L’arrivo delle truppe spagnole sancì l’inizio dell’epidemia, sterminando la metà degli abitanti aztechi dell’odierna Città del Messico, e, un secolo dopo, si diffuse in tutti i paesi del mondo abitato. Si stima che il vaiolo abbia colpito, in due secoli, circa l’80% della popolazione europea, con un tasso di mortalità variabile dal 20 al 40%. 

Non si può non fare riferimento, poi, agli anni della Prima Guerra Mondiale (1914-1918) e della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945). Specificamente in riferimento al 1918, ricordiamo la diffusione della grande influenza spagnola, che ridusse le aspettative di vita di circa 12 anni, portando con sé le vite di decine di milioni di persone nel mondo. 

Insomma, il 2020 non è stato di certo semplice da affrontare, ma la storia ci mostra che è stato possibile superare periodi altrettanto terribili. 

Cosa aspettarsi, adesso, dal 2021?

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Rebecca Leonardi

Nata a Catania il 10/03/2001.
Diplomata con lode presso il liceo classico Nicola Spedalieri di Catania.
Studentessa di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania.
Amante della cultura in tutte le sue declinazioni.