“HO SCELTO DI (RE)STARE QUI!”, idee per la città del futuro

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“Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”.

Questo principio di governo ancora oggi così innovativo risale al Costituto della Repubblica di Siena del 1309, e rimarca come indirizzo fondamentale di buon governo la cura della bellezza a vantaggio non solo dei forestieri, ma anche dei cittadini.

Parliamo dello stesso Governo dei Nove che commissionò ad Ambrogio Lorenzetti i magnifici affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, raffiguranti l’allegoria e gli effetti del Buono e del Cattivo Governo, una delle primissime espressioni di arte civile che esprime con un elaborato apparato allegorico quelli che dovevano essere gli obiettivi ed il metodo di un governo retto, ed ispirare in tal senso la politica cittadina che in quelle stanze si svolgeva.

Eppure parliamo di un principio oggi trascurato, nonostante l’articolo 9 della Costituzione italiana lo affermi in maniera ancor più pregnante rispetto all’esperimento della repubblica senese; un paradosso se si pensa al fatto che proprio l’Italia, culla della civiltà comunale, ha fondato la sua condizione sociale principalmente sul concetto di cittadinanza ed appartenenza al territorio.

Il cittadino oggi viene invece spinto ad abbandonare le città storiche, a causa della gentrificazione e della turistificazione di massa nei grandi centri (Firenze e Venezia su tutti) oppure per lo spopolamento e la mancanza di lavoro in quelli più piccoli. Ad esporre questo disastro in tutte le sue criticità è ora intervenuta l’emergenza sanitaria, che ha nettamente dimostrato come l’abbandono dei grandi centri storici alla “monocoltura turistica” e la mancata tutela di quelli più piccoli abbia reso il loro tessuto economico estremamente fragile nel momento in cui è venuto meno chi li vive ogni giorno e contribuisce al loro progresso.

Ma laddove la politica appare sempre più recessiva nella soluzione a questa asfissia che sta lentamente uccidendo il tessuto cittadino italiano, ecco emergere in sua difesa l’intraprendenza di chi è chiamato ad essere cittadino del futuro: gli studenti e i giovani, dimenticati dai giochi di palazzo e per cui la bozza italiana del Recovery Plan aveva previsto solamente l’1% dei fondi, pur chiamandosi programmaticamente “Next Generation EU” (!).

Nasce dal loro entusiasmo il progetto HO SCELTO DI (RE)STARE QUI! ©, elaborato lavorando all’interno del workshop del corso di Comunicazione museale, Tecnologia e Management del patrimonio culturale, diretto dal professore Maurizio Quagliuolo in collaborazione con la Fondazione Enotria Onlus per l’università di Roma “La Sapienza”.

L’obiettivo che si pone è ambizioso: promuovere la valorizzazione come luoghi di vita e di lavoro di centri storici di paesi e frazioni creando un modello di “Historic Smart Village” applicabile ad ognuno della miriade di piccoli borghi italiani sofferenti a causa dello spopolamento, ma costituenti allo stesso tempo la vera spina dorsale del patrimonio culturale italiano, unico al mondo proprio perché “diffuso” su tutto il territorio nazionale con una capillarità senza eguali.

Come caso campione è stato scelto Collicello, un incantevole borgo medievale umbro di circa 200 anime, frazione del comune di Amelia in provincia di Terni. L’amministrazione, in accordo con l’università, ha aperto le sue porte agli studenti permettendo loro di ridisegnare l’offerta e la fruibilità turistica del paese in maniera radicale ed innovativa, dalla realizzazione dei pannelli informativi dei monumenti (tradotti in più lingue) alla programmazione di un’app con audioguida per agevolarne la visita, passando per la creazione di itinerari turistici fino ad arrivare al merchandising ed alla segnaletica stradale; ognuno di questi ambiti è stato attribuito ad uno specifico gruppo di studenti per lavorare più efficientemente.

È un progetto che punta tutto sul tenore di vita che questi luoghi possono offrire al turismo sostenibile ma soprattutto ai cittadini, essendo ben lontani dalla frenesia e dallo smog delle grandi città ma soprattutto pronte a rilanciarsi come soluzione al congestionamento di strade e città ridotte al collasso; il tutto col sostegno involontario anche dello Smart Working, che prepotentemente emerge nel mondo del lavoro odierno e che rende quindi più facile compiere una scelta di vita così apparentemente opposta alla mentalità dominante, ma dall’enorme portata “ecologica”.

Si offre inoltre come strumento di salvezza dalla rovina per centinaia se non migliaia di anni di storia e bellezza, abbandonati da una politica culturale che investe la stragrande maggioranza del suo scarso budget per poche “Grandi Opere” (locuzione molto cara alla politica attuale in ogni ambito) come Colosseo e Pompei, col solo fine di offrirli al remunerativo mercato dei turisti-consumatori.

Un approccio predatorio e ben diverso da quello che richiede invece il delicatissimo patrimonio diffuso, lontanissimo dai lustrini vip, dalle riviste patinate e dalle case di moda che aggrediscono oggi le icone glamour del patrimonio culturale italiano, che si offre invece al servizio esclusivo dell’emancipazione sociale e culturale degli abitanti; un servizio gratuito per una palestra di cittadinanza consapevole irrinunciabile per un Paese che abbia realmente a cuore il proprio futuro.

Un’iniziativa lodevole, che dimostra come sia possibile un’idea di città alternativa a quella attuale che sta portando alla morte i centri storici italiani, un’idea di città capace di ricostruire quel rapporto inscindibile tra pietre e popolo su cui dovrebbe fondarsi la prosperità del nostro paese e la formazione civica degli italiani del domani. Un’idea sostenibile, ma soprattutto realmente portatrice di “onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”, capace di donare la grandezza che ha affrescato Lorenzetti nel Trecento.

L’evento conclusivo del progetto, già selezionato tra i primi tre progetti europei di didattica a distanza dell’era Covid, si terrà online sabato 13 febbraio alle ore 10.30, e prevede la presentazione finale del modello.

Sarà possibile assistervi in diretta Facebook seguendo questo link https://m.facebook.com/events/131354655503212

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Davide Scalia

Nato a Catania nel non ancora troppo lontano 1998.
Nel 2016, conseguita la maturità classica presso il "Gulli e Pennisi" di Acireale, ho pensato bene di iscrivermi a giurisprudenza.
Patito di arte e De André, credo nel valore civico di una cultura non elitaria, accessibile a tutti e slegata da logiche di mercato. Oltre che nella "Buona Novella".
Dico cose di sinistra ma spesso mi danno del fascista, a quanto pare sono bipartisan.