Di vaccino non si muore. Di morbillo sì.

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Il morbillo continua a far parlare di sé: è il quarto caso che si verifica a Catania da dicembre 2017 ad oggi. Dopo la giovane donna di 25 anni deceduta recentemente, questa volta a pagarne le conseguenze è un bambino, deceduto Venerdì 6 aprile. Un bambino di dieci mesi, appena affacciatosi alla vita, ma ancora troppo piccolo per essere vaccinato. Un bambino che avremmo potuto proteggere con l’immunità di gregge e che invece pare che, per un brutto scherzo del destino, sia stato contagiato proprio dalla madre, non vaccinata.

L’allarme morbillo riguarda tutto il Paese. In due mesi ci sono stati 411 casi di morbillo, tra i quali due decessi. Lo riferisce il bollettino sul morbillo e rosolia di marzo 2018, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il ministero della Salute.  Oltre la metà delle infezioni si sono verificate proprio in Sicilia.

Ma cos’è il morbillo? 

Il morbillo è una malattia infettiva esantematica altamente contagiosa causata da un virus, il Paramyxovirus, che colpisce soprattutto i bambini, ma non risparmia adolescenti e adulti

Il morbillo provoca principalmente un’eruzione cutanea simile a quelle della rosolia o della scarlattina, che il più delle volte si risolve spontaneamente, ma che può, in casi relativamente rari, portare alla perdita della vista, perdita dell’udito, danni cerebrali permanenti e, nel peggiore dei casi, alla morte.

Si tratta una malattia che si diffonde facilmente per via aerea, attraverso i colpi di tosse e gli starnuti delle persone infette. Può anche essere diffuso attraverso il contatto con la saliva o le secrezioni nasali.

I malati sono contagiosi da quattro giorni prima a quattro giorni dopo l’inizio del rash  cutaneo e nove persone su dieci, non immuni, che entrano in contatto con una persona infetta, si ammaleranno.

Il vaccino contro il morbillo esiste da più di cinquant’anni: è un vaccino vivo attenuato, cioè contiene il microrganismo in forma tale da far sviluppare la risposta immunitaria ma non da produrre la malattia. Prima dell’introduzione su larga scala del vaccino, le morti per morbillo erano oltre 2 milioni e mezzo l’anno. Tra il 2000 e il 2015, in tutto il mondo, i decessi causati dal virus sono diminuiti dell’80%. In Italia ,fino alla promulgazione della legge numero 73 del 2017, il vaccino per il morbillo non era obbligatorio, ma era  raccomandato dalle autorità sanitarie. Con la suddetta legge, il vaccino anti morbillo, insieme ad altri,  è diventato obbligatorio per i minori tra 0 e 16 anni. La mancata somministrazione dei vaccini obbligatori preclude l’iscrizione alla scuola dell’obbligo.

Ma allora perché, nel 2018, si muore a causa del Morbillo? Perchè i genitori hanno paura di vaccinare i propri figli? 

Alcuni genitori si oppongono a fare vaccinare i loro bambini, a causa della ridotta percezione del rischio. I vaccini sono vittime del loro successo: grazie alle vaccinazioni, malattie gravi che in passato hanno causato milioni di morti sono diventate rare o addirittura sono state del tutto debellate, come è successo al vaiolo. Quindi si pensa, di conseguenza, che alcune malattie non possono essere più contratte. Questa convinzione è spesso rafforzata dai mass media.

Altri invece vengono influenzati da una parte della classe medica, che sostiene che i vaccini, pur sicuri nella maggioranza dei casi, hanno effetti collaterali, che possono procurare gravi conseguenze. Questo fa si che alcuni genitori preferiscono che i propri figli possano contrarre la malattia piuttosto che vaccinarli. D’altronde, perché rischiare di essere “in quella piccola percentuale che muore a causa del  vaccino!?” 

E’ sicuramente vero che il vaccino contro il morbillo ha degli effetti collaterali gravi in circa 1 caso su 2 milioni; il morbillo, al contrario, dà lesioni permanenti in 1 caso su 1.000. È chiaro che per una persona morta nonostante la cintura allacciata, molte di più sono le persone che hanno avuto la vita salva grazie alla cintura allacciata. 

Perché è importante vaccinarsi? 

Le vaccinazioni vanno considerate interventi efficaci e sicuri di prevenzione primaria. Secondo i dati pubblicati dal ministero della Salute nel 2016, In Italia, la copertura vaccinale è scesa sotto la soglia di sicurezza del 95%, in particolare per morbillo-parotite-rosolia.

Le vaccinazioni hanno un valore sociale per il singolo individuo perché lo proteggono dalla malattia e dalle sue complicanze; ma a livello della collettività hanno, sicuramente, un valore aggiunto, in quanto l’immunità di gregge protegge anche i soggetti non vaccinati (es: i bambini molto piccoli,  gli anziani, gli ammalati).

Cerchiamo di non dare ascolto a teorie “fantasiose” che non hanno un riscontro scientifico, che ci mettono paura. Documentiamoci, informiamoci, confrontiamoci! D’altronde, di vaccino non si muore. Di morbillo si. 

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Andrea Carbonaro

Nato a Catania, il 21/10/96.
Diplomato presso il Liceo Classico "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
Studente presso l'Università degli Studi di Messina, facoltà di Medicina e Chirurgia.

Sempre controcorrente, mai controcuore.