La musica al prossimo Catania Book Festival: Scarda, i Legno e Giorgieness

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Venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 maggio la Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Catania ospiterà la nuova edizione del Catania Book Festival. Come lo scorso anno, la cultura sarà al centro dell’evento, con tantissimi ospiti tra scrittori, giornalisti, sociolinguisti e non solo.

Per ciò che riguarda l’aspetto musicale, questo vedrà la presenza di tre artisti che derivano da mondi e ambienti molto diversi tra loro: Scarda, i Legno e Giorgieness.

Venerdì 21 si esibirà Scarda, cantante meridionale apprezzato dalla critica per il suo modo di scrivere e per i suoi testi poetici e semplici; autore, tra le altre cose, della colonna sonora della saga di “Smetto quando voglio”.

Durante la seconda serata toccherà ai Legno, gruppo indie pop, salire sul palco del Catania Book Festival. Si tratta di due ragazzi che non hanno mai rivelato la propria identità, e che raffigurano la nuova frontiera del pop italiano. Nell’ultima sera, quella di domenica, il festival ospiterà Giorgieness, cantante rock che ha aperto concerti ai Placebo e ai The Kooks, e questo basta per assicurare il divertimento.

Abbiamo avuto l’occasione di parlare con Simone Dei Pieri, direttore del Catania Book Festival, del lato musicale di quest’edizione e ci ha raccontato qualcosa sui tre artisti che calcheranno il palco.

Anche quest’anno la musica farà da co-protagonista al CBF, che riscontri hai avuto lo scorso anno riguardo alla presenza di musicisti sul palco del festival?

Tutto nasce dal tipo di festival che abbiamo pensato: essendo un festival accessibile a tutti, non si può lasciare la musica fuori da questo contesto. L’anno scorso abbiamo portato esibizioni di un certo calibro, penso soprattutto a quella dei Selton, che stanno riscuotendo un enorme successo; quindi, siamo stati anche un po’ dei talent scout per loro, perché è stata la loro prima esibizione in Sud Italia, o comunque una delle prime.

Secondo te cosa unisce e accomuna letteratura e musica?

La risposta più banale che ti do è: le parole. Canzoni di alcuni artisti del cantautorato italiano come Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè o De Gregori possono essere immaginate come se fossero una poesia, ed è questo il momento in cui la musica diventa qualcosa di più elevato.

Come decidi gli artisti da invitare al festival?

Bella domanda. Facciamo delle riunioni qualche mese prima con lo staff, e in base ai temi che vogliamo trattare scegliamo i vari artisti. Magari ce li consigliamo gli uni agli altri e poi vediamo se si possono inquadrare all’interno del programma. E poi tutti gli ospiti del festival hanno un comune denominatore, ovvero che sono tutti fan del festival stesso.

Il primo artista che salirà sul palco è Scarda, cantautore nato a Napoli ma trapiantato a Roma: come lo hai conosciuto?

Scarda è venuto fuori come nome da una proposta durante un riunione, quindi sono andato subito ad ascoltarlo, anche perché c’è uno studio dietro alla scelta degli ospiti. Poi lui mi è piaciuto sin da subito, ha un bel sound; tra l’altro, qui non è molto diffuso e lui devo dire che è stato molto felice di essere invitato.

Sabato 22 invece toccherà al gruppo indie pop Legno, che rappresenta una novità nel panorama musicale nostrano. Quanta freschezza porteranno sul palco del festival?

Tanta, e secondo me per due motivi: innanzitutto, perché loro hanno proprio questo taglio; poi, perché con quest’edizione vogliamo davvero portare aria di freschezza, dopo tutta la situazione dello scorso anno, e quindi vogliamo lanciare un messaggio di riapertura, con le dovute cautele, in vista dell’arrivo dell’estate. Dobbiamo riappacificarci con la vita che ci è stata un po’ tolta negli ultimi mesi, dunque i Legno ci aiuteranno a lanciare questo messaggio.

L’ultima ospite musicale arriverà domenica 23 e si tratta di Giorgieness, cantautrice che proviene dal panorama rock alternativo. Una voce femminile per chiudere quest’edizione, e non a caso la parola “letteratura” è un sostantivo femminile. Quanto sarà “femminile” il festival del 2021?

Come quello dello scorso anno, sarà parecchio femminile, ci sono tantissime donne tra gli ospiti. Ci accorgiamo che ci sono tantissime autrici e cantanti molto brave, e tante volte non vengono invitate perché c’è questo pensiero, sbagliato, secondo cui la letteratura debba essere fatta solo da uomini. Sinceramente, noi non ci siamo trovati in questa difficoltà: considera che l’anno scorso abbiamo avuto il 60/70% di ospiti femminili, e quest’anno saremo intorno al 50%; si tratta di una scelta spontanea. Poi, a maggior ragione, quando tratti alcuni temi come il femminismo, chiaramente non porti uomini a parlarne.

Come abbiamo visto hai scelto di portare artisti provenienti da tre generi diversi, è un festival molto aperto. Quanto sarà contemporanea l’edizione di quest’anno e che ruolo avranno i tre artisti?

Questa edizione è altamente contemporanea, anche perché siamo in un periodo che ha bisogno di questo approccio. Gli artisti da questo punto di vista ci daranno un mano a rendere più agevole questo aspetto. Cerchiamo di proporre un’offerta più variegata possibile con autori, giornalisti, musicisti ed artisti di ogni genere, perché la cultura non ha limiti.

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Gabriele Dimarco

Gabriele, 23 anni, italoportoghese e di madrelingua francese. Amo il calcio e la musica, sono due passioni che riescono ad emozionarmi.
Diplomato presso il liceo classico “Michele Amari” di Giarre, ora studio scienze e lingue per la comunicazione a Catania.