Catania Book Days: Boss Doms e molti altri

4' di lettura

Torna lo staff del Catania Book Festival dopo il successo dell’edizione dello scorso maggio, che ha contato sulla partecipazione di più di 3000 spettatori. Questa volta però, Simone Dei Pieri e il suo team ci accoglieranno ai Catania Book Days, rassegna letteraria che organizza incontri gratuiti con autori, scrittori e non solo.

Si inizia martedì 15 settembre con Boss Doms, noto producer musicale che ha collaborato per molti anni con Achille Lauro. L’incontro si terrà nell’Auditorium del Monastero dei Benedettini e si parlerà di musica e di creatività nel mondo di oggi.

Dal Monastero si passerà al parcheggio R1 nel quadro del Pop Up Market, dove giorno 19 settembre Piero Negri Scaglione, caporedattore di Rolling Stones Italia, parlerà del suo libro “Che hai fatto in tutti questi anni”.

Dal 20 fino al 25 settembre la rassegna letteraria viaggerà tra il Palazzo Biscari e Isola Catania.

Di seguito gli incontri di quei giorni:

– Lunedì 20 settembre: incontro con Sergio Spaccavento, autore televisivo e radiofonico, e con Alessandro Mereu, blogger e fumettista.  

– Martedì 21 settembre: incontro con Norma Cerletti, influencer ed insegnante di inglese che ha spopolato col suo canale “Norma’s teaching”.

– Mercoledì 22 settembre: incontro con Marzia Sicignano, nota scrittrice amata dai giovani, parlerà del suo ultimo romanzo intitolato “Dove non esistono gli addii”.

– Giovedì 23 settembre: incontro con Giulia Pompili, giornalista de “Il Foglio” ed esperta di politica estera.

– Venerdì 24 settembre: incontro con Valentina Mira, giornalista de “Il Corriere della Sera”, che ci racconterà del suo nuovo libro autobiografico “X”.

– Sabato 25 settembre: incontro con Francesco Carofiglio che presenterà per la prima volta in Sicilia il suo ultimo romanzo dal nome “Le nostre vite”.

Abbiamo intervistato per l’occasione Simone Dei Pieri, direttore del Catania Book Festival, per parlare degli incontri ma anche di come la cultura vada di pari passo con i nostri tempi.

Come per il Catania Book Festival, anche questa nuova edizione dei Catania Book Days sarà un melting pot di generi letterari: si viaggia infatti dal genere satirico all’autobiografico, passando dal mondo della geopolitica. Qual è il segreto per organizzare un festival polivalente e le cui tematiche sono accessibili a tutti, grandi e piccini?

In realtà non c’è un segreto, ci impegniamo tanto e leggiamo molto. Accettiamo anche i consigli di chi partecipa sin dalla prima edizione, li approfondiamo e poi li applichiamo.

A proposito di organizzazione, negli ultimi giorni i vostri social sono stati bombardati da commenti di persone che vi criticano perché servirà esibire il Green Pass per poter assistere agli incontri. Come vuoi rispondere a queste critiche?

Dico che non ha senso rivolgerle a noi perché noi siamo degli organizzatori e ci atteniamo alle leggi. Quindi se la legge ci impone questo tipo di regolamento noi lo dobbiamo rispettare, mi sembra anche banale da dire, anche se forse non lo è per molti.

Ti metto di fronte queste due situazioni: la prima è che durante la pandemia gli italiani hanno letto di più (dai 26,3 milioni di ottobre 2019 ai 27,6 milioni di ottobre 2020) e la lettura è stata una delle attività più importanti, mentre la seconda è che negli scorsi giorni Mattarella ha dichiarato che è inaccettabile il divario tra il numero di laureati in Italia e la media dei laureati in UE. Una domanda sorge spontanea: che tipo di lettori siamo?

Parto dal divario dei laureati in Italia e in UE: sicuramente non è solo un divario inteso come quantità, ma anche come qualità, perché spesso non riusciamo a creare quelle infrastrutture che permettono di assorbire nel mercato del lavoro i laureati. Questo, ovviamente, non dipende dal laureato, ma dal fatto che non creiamo quel percorso che permetta ad un giovane di immaginare un futuro stabile, cosa che altri paesi invece riescono a fare. Per quanto riguarda la crescita dei lettori, sicuramente è un traguardo interessante; ora bisogna pensare a rilanciare il settore editoriale in senso più ampio, quindi per esempio organizzare diversi eventi, cercare di fare incontrare gli autori, le case editrici, i lettori. Unire una grande famiglia sostanzialmente.

Di questi numerosi incontri, che sono tutti molto azzeccati, ce n’è uno in particolare che mi ha colpito ed è l’incontro con Valentina Mira, la quale parlerà del suo primo libro “X”, storia autobiografica in cui racconta la vicenda di uno stupro subito ai tempi della maturità. La storia è toccante, ma spesso, così come accadde a Valentina, c’è la tendenza a non voler credere alla vittima. La lettura ed il racconto possono contribuire al cambiamento della nostra società?

Allora, la lettura in senso assoluto dà sicuramente un quadro più ampio e permette di approfondire certi temi. Invece il racconto ha bisogno ancora di strumenti di protezione per chi lo esprime, che al giorno d’oggi in Italia non abbiamo. La violenze contro le donne ne è un esempio perché una donna che va a denunciare un’aggressione o uno stupro, purtroppo, il più delle volte si vede rivolgere delle domande tipo “ma lei com’era vestita?”, “lei come si stava comportando?”, come se fosse lei la colpevole di questo atto. Io sinceramente penso che un domani ci debba essere una rivoluzione in termini di sicurezza, ma ancora c’è tanta strada da percorrere.

Una parte della rassegna verrà ospitata nell’ambito del Pop Up Market Sicily all’interno del parcheggio R1 in Via Plebiscito. Rappresenta un po’ la speranza che la cultura possa essere davvero per tutti? Anche per la gente che vive in quartieri talvolta quasi dimenticati dalla politica?

Il Pop Up Market è una delle manifestazioni con le quali siamo più “amici”. Siamo stati felici di aver accettato l’invito a curare una delle presentazioni dei Catania Book Days dentro al Pop Up, tra l’altro il primo dopo un anno e mezzo di stop. Non è un caso che il Pop Up Market si svolga in un quartiere di confine, che tra l’altro è una bellissima zona recuperata e sicuramente è importante capire che la cultura è di tutti, e noi in quanto Catania Book Festival abbiamo intenzione di organizzare alcuni eventi da qui a fine anno in luoghi “dimenticati”.

Qual è l’augurio che fai a te stesso e a tutto lo staff dei Catania Book Days?

Ci auguro di riposarci prima o poi, dal 2020 ad oggi non abbiamo vissuto un momento di pace perché tra lockdown ed edizioni spostate è stato un lungo periodo stressante. Quindi questo è l’augurio più sincero che io possa fare.

Mostra il tuo sostegno con un "Mi Piace"!
  •  
Gabriele Dimarco

Gabriele, 23 anni, italoportoghese e di madrelingua francese. Amo il calcio e la musica, sono due passioni che riescono ad emozionarmi.
Diplomato presso il liceo classico “Michele Amari” di Giarre, ora studio scienze e lingue per la comunicazione a Catania.