Crisi e immigrazione in Afghanistan: la svolta proviene dall’Italia

La Firma del Protocollo d’Intesa per l’apertura dei “Corridoi Umanitari”

3' di lettura

La consistente crisi umanitaria che da mesi, ormai, si riversa sul territorio afghano sembra essere destinata a una gestione senz’altro più efficace. Si tratta di una vera e propria svolta, raggiunta nella giornata del 4 Novembre, quando è stato siglato al Viminale un protocollo tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e Politiche migratorie, il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, la Conferenza Episcopale Italiana, la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche, la Tavola Valdese, ARCI, INMP, UNHCR. Il protocollo è volto alla realizzazione del progetto “Corridoi umanitari/Evacuazioni per l’Afghanistan”. https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-11/protocollo_corridoi.pdf in favore del popolo afghano. I corridoi umanitari saranno attivi in Pakistan, Iran, e altri Paesi di transito.

Concretamente, l’intesa garantisce l’ingresso legale, sicuro e controllato dei cittadini afghani aventi diritto all’ottenimento della più ampia forma di Protezione Internazionale: lo Status di Rifugiato. È infatti tramite i Corridoi Umanitari che gli afghani, in evidente condizione di pericolo, possono vantare la concreta possibilità di fuggire in sicurezza e non più tramite mezzi propri e/o di fortuna dal proprio Paese d’origine e dal regime autoritario dei Talebani.

Nello specifico, saranno 1200 coloro che verranno accolti in Italia, come da Protocollo, nell’arco di due anni, ma con la possibilità di estenderne la durata a tre. Secondo quanto disposto dal comunicato del Ministero dell’Interno, il Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, ha specificato che la Caritas si farà carico di 300 persone, la Comunità di Sant’Egidio di 200, la Tavola Valdese di 200, l’Arci di 100 e il Ministero dell’Interno provvederà ai restanti 400 e anche alle spese del trasporto aereo.

Si tratta di un importante segno di cambiamento, umanità e sviluppo proveniente dallo Stato Italiano che, per di più, da anni, è uno dei Paesi maggiormente coinvolti nella gestione dei fenomeni migratori. La Ministra Luciana La Morgese ha infatti dichiarato, con grande orgoglio, quanto il Nostro Paese sia accogliente, rivolgendo poi delle critiche agli altri Stati Membri dell’UE che si presentano ancora restii a una adeguata condivisione degli oneri d’accoglienza. Questi ultimi dovrebbero, infatti, gravare sull’Unione Europea tutta, senza distinzioni, in linea con quanto disposto dal “Principio di Solidarietà” (art.80, TFUE)

I Corridoi Umanitari rappresentano una vincente sinergia tra pubblico e privato, con un coinvolgimento determinante della società civile e della Chiesa. Le persone che giungeranno in Italia saranno, infatti, accolte in diverse diocesi che, attraverso il sostegno delle Caritas locali, riceveranno assistenza e sostegno per la realizzazione di un percorso d’inserimento e integrazione nella società italiana.

Ai microfoni del “Corriere della Sera” l’Arci ha voluto, poi, precisare come i Corridoi Umanitari “Rappresentano una grande opportunità per coinvolgere le tante comunità territoriali, solidali a partire dai nostri Circoli Rifugio e ribaltare la rappresentazione distorta, alla quale spesso abbiamo assistito in questi anni, dell’arrivo alle nostre frontiere di richiedenti asilo e profughi”.

Per capire meglio:

COSA SONO I CORRIDOI UMANITARI

I Corridoi Umanitari rappresentano una delle soluzioni più concrete e ampiamente sperimentate nel corso degli anni per una più efficace e sicura gestione dei flussi migratori, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio di concerto con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e la Cei-Caritas. È un progetto-pilota, totalmente auto-finanziato dalle associazioni fautrici, introdotto per la prima volta nell’anno 2015. La base giuridica di tale iniziativa che ha, poi, condotto all’attivazione dei Corridoi Umanitari, si ritrova nel Regolamento CE 810/2009 del Parlamento Europeo del 13 luglio 2009https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32009R0810&from=CS

In forza della normativa europea, “la Comunità di Sant’Egidio […] ha proposto allo Stato Italiano la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa” https://www.cinformi.it/ocmultibinary/download/12148/187678/1/b14754318c1e825864f7599301425b03/file/Protocollo+di+intesa.pdf. siglato nel dicembre 2015 dagli enti promotori e dai Ministeri degli Esteri e dell’Interno. […] E’ stato poi firmato, nel 2017, un progetto analogo per il biennio 2018/2019.

I “Corridoi Umanitari” possono essere definiti come un modello d’accoglienza in quanto si presentano come un’alternativa sicura alle pericolose e frequentemente fatali traversate in mare a cui sono soggetti i richiedenti asilo. Si tratta di un programma legale e protetto di ingresso, trasferimento e integrazione sul territorio italiano che si destina ai migranti in condizioni di particolare vulnerabilità quali donne sole con bambini, vittime del traffico di esseri umani, persone con disabilità o con patologie o ancora soggetti individuati da organizzazioni umanitarie.

Per saperne di più su “Corridoi Umanitari” consultare le pagine:

– https://www.santegidio.org/pageID/30112/langID/it/CORRIDOI-UMANITARI.html?gclid=Cj0KCQjwwY-LBhD6ARIsACvT72NqBoiiqQPU75UwtkC6rChQ64VltqI4wYT1JAS98PNaamKzynQTl1EaAtoIEALw_wcB

– https://welforum.it/i-corridoi-umanitari-uniniziativa-innovativa-per-laccoglienza-dei-rifugiati/

-https://www.secondowelfare.it/immigrazione-e-accoglienza/corridoi-umanitari-un-modello-per-laccoglienza/

-https://www.sositalia.it/news/corridoi-u

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Carla Marino

Sono una studentessa universitaria di 20 anni. Sono di Catania e frequento il primo anno di Scienze Politiche indirizzo " Storia,Politica e Relazioni Internazionali". Mi interessano i grandi temi d'attualità e faccio parte della ONLUS "Comunità di Sant'Egidio".