Siria, nuovi attacchi. Si apre la crisi diplomatica

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Siria– Si è tenuto questa notte intorno alle 3:00 (ora italiana) un attacco missilistico diretto da USA, Regno Unito e Francia contro i principali centri siriani di produzione di armi chimiche, rispettivamente a Damasco, Home e in un’altra località non lontana.

Secondo il diritto internazionale, gli attacchi di Paesi membri dell’ONU presso stati terzi dovrebbero essere “delegati” dal consiglio di sicurezza. Quanto avvenuto stanotte, senza la previa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, consiste in una grave violazione del diritto internazionale!

Perché tutto questo? Ormai da molti anni, dopo l’ascesa al potere del dittatore Bashar Al Assad, la Siria è divisa tra forze governative e forze ribelli antigovernative. Al Assad è sostenuto nella sua attività di governo dittatoriale dalla Russia, che ha interesse a mantenere la situazione stabile ed evitare una rivoluzione. Le forze ribelli sono sostenute dai governi occidentali che perseguono l’obbiettivo, a volte inseguito in modo discutibile, di portare la pace e dare un governo più libertario alla Siria.

La scorsa settimana un attacco chimico ordinato probabilmente dal dittatore siriano (o dalla Russia che lo sostiene, ma sul punto ogni ipotesi è quantomai priva di conferma) ha ucciso decine di civili. Bambini uomini e donne sono morti soffocati dalla loro stessa saliva! Tutto questo ha promosso un nuovo esodo di civili in fuga dal paese per sottrarsi alle lotte intestine che, sostenute con armi chimiche, sono letali anche per chi non combatte.

Come detto poc’anzi, questa notte circa cento missili sono stati lanciati sui principali centri di produzione e smistamento di armi chimiche da parte delle nazioni filo-ribelli (o anti-Assad). USA, UK e Francia sono concordi nell’affermare che questo attacco sia servito da lezione ad Assad che, da ora, non userà più armi chimiche per combattere i suoi ribelli…! Peraltro le tre forze politiche affermano la piena legittimità del loro attacco per ristabilire la pace e neutralizzare le mire omicide di Assad. Anche se perseguire la pace attraverso le bombe è quasi un ossimoro.

Putin, sostenitore di Assad, ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ ONU per discutere della legittimità di tale attacco e per prendere le eventuali misure a tutela del governo di Assad e contro le forze occidentali attaccanti.

Paolo Gentiloni, ancora primo ministro italiani per l’espletamento degli affari correnti, ha fatto sapere che l’Italia continuerà a fornire aiuti logistici agli alleati occidentali per via del particolare rapporto che ci lega. Salvini, capo della coalizione di centrodestra e dichiaratamente filo russo, ha deprecato l’attacco di Trump. Berlusconi, con un commento ambiguo, continua a tenere un piede in due scarpe in vista di possibili amicizie post-governo.

Nel frattempo i civili muoiono in Siria, la pace si persegue con le bombe, e siamo sull’orlo di una crisi diplomatica. Si apre all’orizzonte una guerra mondiale, perché il dittatore siriano, sia dal punto di vista delle forze governative che ribelli, ha l’appoggio di numerosi governi di vari paesi.

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Michele Tarantello

Nato a Carrara il 05-08-1997. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Di Rudinì" ed oggi studente presso il dipartimento di Giurisprudenza dell'università di Catania.
Pensatore per natura e giornalista per passione.