Un amore così grande

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La Nazionale italiana di calcio femminile ha battuto il Belgio con il punteggio di 2-1 allo stadio Paolo Mazza di Ferrara, compiendo un passo decisivo verso la qualificazione ai prossimi Mondiali in programma in Francia nel 2019. 

 

Al Paolo Mazza di Ferrara, la Nazionale di calcio femminile dell’Italia, guidata da Milena Bertolini, compie un passo fondamentale per inseguire un sogno: la qualificazione ai Mondiali, stessa manifestazione a cui non prenderà parte, invece, la squadra maschile. 

Le azzurre, capitanate dal difensore della Juventus Sara Gama (premiata prima della gara per aver raggiunto le 100 presenze con la maglia della nazionale), battono in rimonta per 2-1 il Belgio, con reti di Martina Rosucci, centrocampista della Juventus, e Cristiana Girelli, centrocampista del Brescia; ed ora, in caso di vittoria nel prossimo match interno contro il Portogallo, potranno festeggiare il pass iridato. 

Per l’Italdonne è un successo molto importante dato che, a 180 minuti  dal termine delle Qualificazioni, permette loro di aumentare di 8 punti il vantaggio sul Belgio, secondo nella classifica del girone. L’ultimo torneo principale a cui ha partecipato l’Italia femminile è stato l’Europeo dello scorso giugno, dove è uscita ai gironi (i Mondiali mancano, addirittura, dal lontano 1999). Solo la prima Nazionale di ciascuno dei sette gironi di qualificazione europei otterrà l’accesso diretto alla fase finale dei Mondiali. Chi arriverà dietro dovrà sperare di essere fra le quattro migliori seconde classificate. 

Rispetto a molti altri paesi europei, il movimento calcistico femminile italiano è stato a lungo trascurato. Ora però, il vento sembra stia cambiando: i club della Seria A maschile stanno iniziando a promuovere la loro squadra femminile ufficiale, fornendo competenze di alto livello e strutture adeguate. La prima società a muoversi in questo senso è stata la Fiorentina, mentre l’ultima e la più importante è stata la Juventus, che al suo primo anno di partecipazione al campionato di Serie A femminile è già in testa alla classifica. 

Vedere una donna dare calci ad un pallone sembra ancora un’eresia per molto seguaci dello sport più famoso al mondo, ma soprattutto lo sport più maschilista di tutti. Eppure, per quanto possa sembrare una conquista recente, il calcio femminile è nato quasi in contemporanea rispetto al calcio maschile, sempre in Inghilterra. 

Un recente studio svolto dalla UEFA, che ha coinvolto oltre 4000 ragazze, proveniente da 6 paesi europei, ha confermato che chi gioca a calcio ha livelli più alti di autostima, e che il calcio può avere un maggiore impatto positivo sulla fiducia in se stessi nelle ragazze che praticano questo sport. 

Se, da una parte, riusciamo a fatica a superare la delusione dell’eliminazione della squadra azzurra maschile, guidata dall’ormai ex c.t. Gian Piero Ventura, dall’altra parte c’è un gruppo di giovani ragazze, affamate, orgogliose e ambiziose che proveranno ( e ci auguriamo che ci riescano) a coronare il sogno della loro vita. 

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Andrea Carbonaro

Nato a Catania, il 21/10/96.
Diplomato presso il Liceo Classico "Concetto Marchesi" di Mascalucia.
Studente presso l'Università degli Studi di Messina, facoltà di Medicina e Chirurgia.

Sempre controcorrente, mai controcuore.

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