Controverso al Catania Film Fest: Day Three

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In data 20 Aprlie 2018 si è tenuta la terza, ed ultima, serata di proiezioni del Catania Film Fest presso il multisala Lo Po.

8 Giugno ‘76’ e ‘Chi salverà le rose’, sono stati i protagonisti dell’evento.

Il primo è un cortometraggio, scritto e diretto da Gianni Saponara, che narra dell’attentato compiuto dalle Brigate Rosse al magistrato Francesco Coco e ai due uomini della scorta, Giovanni Saponara e Antioco Deiana, avvenuto, appunto, l’8 Giugno 1976. Data, questa, che rappresenta non solo il primo omicidio premeditato delle BR, ma anche l’inizio degli “anni di piombo”.

“Affrontare questo tema dal punto di vista storico non si può fare. Ancora è tutto in piedi e non si è scoperto il responsabile. Non si sa niente. La scelta è stata quella di raccontare il punto di vista della storia, non di quella con la “S” maiuscola, ma di quella di coloro i quali la subiscono emotivamente”, ha dichiarato il regista Gianni Saponara.

Protagonisti del film, infatti, sono la moglie e i figli di Giovanni Saponara, attraverso il cui sguardo viene narrata quella tragica giornata. In primo piano vi sono le reazioni di questi personaggi, soprattutto dei bambini, che scoprono che il padre non tornerà più a casa. La vicenda riesce a coinvolgere davvero tanto lo spettatore che si ritrova partecipe del dolore dei familiari di Saponara. E non solo perché si tratta di eventi realmente accaduti, ma perché ci si immedesima nella prospettiva di una famiglia la cui tranquillità viene improvvisamente minata da una notizia sconvolgente.

‘8 Giugno ‘76’ è un corto che narra un grande omicidio della Storia Italiana che si fonde con la toccante storia collaterale di una famiglia che deve fare i conti col proprio dolore. La pellicola è una splendida prova d’autore, arricchita con degli espedienti visivi davvero interessanti, che ricorda un tragico evento che non può e non deve essere rimosso dalla memoria.

‘Chi salverà le rose’ è il primo lungometraggio di Cesare Furesi.

Protagonista della vicenda, insieme al suo compagno Claudio (Lando Buzzanca), costretto a letto da una malattia, è Giulio Santelia (Carlo Delle Piane), asso del Poker, ormai anziano, che vive nel vecchio albergo andato in fallimento per i debiti accumulati da Giulio a causa del suo vizio per il gioco.

La cosa curiosa è che la pellicola di Furesi si pone come uno spin-off del film ‘Regalo di Natale’ di Pupi Avati del 1986, in cui Delle Piane, ricopriva proprio il ruolo dell’Avvocato Santelia.

Chi Salverà le Rose’ è un film che si fonda, soprattutto, sul grande amore tra due uomini anziani che si trovano alla fine del loro percorso.  E sono meravigliose le prestazioni attoriali dei due protagonisti che restituiscono al pubblico un’immagine di un amore forte, duraturo e commovente. La pellicola si presente come un film molto attento ai particolari e connotato da un’atmosfera molto onirica, quasi fiabesca, complice anche una scrittura dei dialoghi forse eccessivamente elaborata e “letteraria” che, talvolta, rende poco spontanea la recitazione disorientando non poco lo spettatore. Il film, inoltre, presenta anche qualche buco di trama e lascia in sospeso molte situazioni e personaggi; prima tra tutti, sicuramente, la ragazza di Marco, figlio di Valeria e nipote di Giulio, la cui presenza non viene né giustificata, né approfondita.

Il film induce anche a riflettere su quelle che sono le scelte che prenderemo nella nostra vita e su come condizioneranno il nostro percorso, tramite una frase pronunciata proprio da Giulio che si rende conto di quanto il tempo sia prezioso e si rammarica di quanto ne abbia sprecato. Il tutto è connotato da uno ‘spirito euforico’, cui fa riferimento lo stesso Claudio che, anche se costretto a letto a causa di una malattia, non riesce a perdere mai il sorriso né la spontaneità nei confronti dei familiari e dell’uomo che ama.

È sicuramente lodevole la pellicola di Furesi che, attraverso dei paesaggi davvero splendidi e suggestivi e dei momenti divertenti e brillanti(come ad esempio la grande alchimia e complicità che c’è tra i due protagonisti principali, pervasa ancora, nonostante gli anni trascorsi, da quell’euforia di cui sopra, che li porta anche a ridere e scherzare nonostante il momento difficile), riesce sicuramente ad imprimersi, soprattutto a livello emotivo, dentro il pubblico, ma non a decollare pienamente a causa di un’eccessiva ridondanza delle parole e di alcuni buchi che rendono, talvolta, la narrazione poco credibile, innalzando eccessivamente lo spirito onirico e fiabesco di cui si è parlato.

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Vito Damigella

Vito Damigella, 21 anni. Sognatore di professione, filmaker indipendente e amante della settima arte.

Diplomato presso il Liceo Classico "C. Marchesi", porta avanti la sua passione per il cinema sul suo canale youtube "VStudios" in qualità di regista, attore, doppiatore e sceneggiatore; mentre, nel tempo libero, prosegue gli studi in ambito universitario.

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